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Australia: via le discriminazioni in tutte le leggi
di Gay.it
Mercoledì 30 Aprile 2008

Gay.it - Australia: via le discriminazioni in tutte le leggi
Fine di tutte le discriminazioni fra gay, lesbiche e eterosessuali in Australia. Il nuovo governo laburista le cancellerà tutte in tutte le leggi dello stato. Rimarrà un solo divieto: il matrimonio.


Tassazione, fondi di pensionamento, sicurezza sociale, sanità, assistenza agli anziani, diritti dei reduci, risarcimenti per infortuni sul lavoro, occupazione e anche altro. Sono cento le aree di interesse nelle quali il governo australiano ha individuato forme di discriminazione di vario livello fra gay e eterosessuali. Ma la notizia è che presto il governo le rimuoverà. In questo modo gay, lesbiche e eterosessuali raggiungeranno l'eguaglianza, almeno parziale. Già, perché le associazioni lgbt australiane hanno fatto presente che, nonostante il risultato ottenuto sia straordinario, fino a quando non verrà cancellata anche l'ultima discriminazione, e cioè la possibilità di contrarre matrimonio fra persone dello stesso sesso, la piena uguaglianza non sarà raggiunta.

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Tutto cominciò quando il ministero per le pari opportunità sollevò la questione delle aree in cui erano presenti discriminazioni più o meno significative. Una ricerca più approfondita ne fece poi emergere quasi il doppio, cento appunto. Da qui la decisione del nuovo governo laburista di rimuoverle tutte. Tranne una, quella sulla possibilità di contrarre matrimonio.

«I gay e le lesbiche in Australia non raggiungeranno la completa parità finché non avremo il diritto di sposare il partner di nostra scelta», ha dichiarato Rodney Croome della Coalizione australiana per l'eguaglianza. «Mentre questa è una riforma molto importante di per sé, e certamente eliminerà molti degli svantaggi più gravi, non è la fine della storia», ha concluso Croome.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: di-nuovo-smarronato
Data: 6-05-2008 21:21

va beh, sei de coccio, ripeti sempre le stesse cose per cui ti hanno programmato i ripetitori arcobaleno e non vuoi capire. è inutile che ci incagliamo. tu andrai avanti in eterno a accusarmi di intelligenza con il nemico e io a pensare che se tu fossi cerebro-dotato forse saresti pure simpatico


Inviato da: Brown
Data: 5-05-2008 20:07

Caro anonimo ex smarronato Le "coppiette arzille" dei paesi di cui parlo io intanto hanno tutti i diritti che derivano dall'essere considerati "coniugi", dunque sposati, e tu (che trinceri dietro un risibile "non sono mica io che mi fisso sulle cose nominalistiche") sembri non capire che nel diritto dalle "cose nominalistiche" derivano - o meno - diritti e tutele). Tuttavia scrivi "che sulla faccenda dei diritti siamo tutti d'accordo"...ma basta che non si infanghi il nome del sacro matrimonio vero? che e' solo e doverosamente tra un maschietto e una femminuccia. Sembra di sentire i politicastri che ci governano, che sono i primi a ripetere che oh no, non vogliamo discriminare nessuno ma il matrimonio no no no quello e' intoccabile e inalterabile (lo dicevano anche ai tempi del referendum sul divorzio) e agli omosessuali proprio ma proprio no! ma chi si credono d'essere, cittadini come gli altri? Ratzinger, il clan Buttiglione e la neodeputata ex portavoce del Family Day Eugenia Roccella ringraziano i gay "progrediti" come te. ciao B.


Inviato da: Anonymous
Data: 3-05-2008 22:55

se lo vado a chiedere alle coppiette arzille dei paesi di cui parli tu ovviamente mi risponderebbero come te, perché come te sono lobotomizzate. non mi soffermo sul fatto che fingi di credere che l'unica alternativa all'altare-municipio sia la retorica del gay represso, strisciante nell'ombra, facente il gioco della destra clericale. tutto il mio discorso non era su questo. ed è veramente disonorevole darlo a credere. Non posso ripetere in eterno che sulla faccenda dei diritti siamo tutti d'accordo. sei triviale. tra il rischio dell'ipocrisia e la tua trivialità sventolante arcobaleno, forse mi costringi persino a preferire il rischio dell'ipocrisia, magari accompagnata da un minimo di capacità di discernimento intellettuale (non sono mica io che mi fisso sulle cose nominalistiche, siete voi convenzionalissimi e orgogliosissimi gay virtuosi a volere proprio il matrimonio e non solo i diritti che un istituto con altro nome potrebbe portare). chiamale "seghe mentali dei gay repressi" e godi pure di andare a braccetto con un simile schietto e sofisticato argomento.


Inviato da: Brown
Data: 3-05-2008 15:27

Scrive Smarronato che "ormai i grandi difensori del matrimonio sono i gay". Ma guarda che nessuno ti obbligherebbe a 'contrarre matrimonio'. Se vuoi potresti anche beatamente rimanere nel limbo dell'invisibilita' occulta tollerata dalla destra e dal Vaticano. Il punto e' che dall'essere riconosciuto 'coniuge' derivano un numero spropositato di diritti e agevolazioni che ad oggi in Italia sono esclusivo privilegio della maggioranza eterosessuale. E' per questo che di anno in anno si allunga la lista dei paesi che introducono leggi in questo senso. Il nostro ancora e' all'eta' della pietra e ancora siamo qui' a discutere se si offende qualcuno chiamarlo matrimonio o in altro modo. Certe seghe mentali dei gay repressi fanno veramente pena. Difensori di cause perse? Vallo a dire alle coppie gay e lesbiche che vivono nei paesi nei quali, in quanto coppie di cittadini, possono sposarsi e poi chiediti tra loro e noi chi sono i veri perdenti. B.


Inviato da: smarronato
Data: 1-05-2008 21:57

quando uno vuole piegare le parole degli altri ai propri scopi può farlo. ovviamente è un tipico segno di sindrome paranoide da accerchiamento dire che ci sia una correlazione tra l'esempio della disabilità fisica da me fatto e la condizione gay. L'esempio era relativo a una omologia formale, ovviamente non sostanziale. Più interessante (perchè più motivata) la lettura tendeziosa che vuole attribuirmi una interpretazione essenzialista del vincolo matrimoniale. non volevo certo dire che il matrimonio è una istituzione naturale (il che è già un ossimoro). è ovvio che si tratta di una convenzione, una convezione che nella storia dei secoli ha svolto funzioni biopolitiche e di regolazione dell'economia sessuale oggi superate e che non è il caso di ricordare qui, una convenzione nella sostanza e nel modo in cui si è deciso di nominarla con il termine "matrimonio". Ma anche l'alpinismo è una convenzione sociale dal mio punto di vista. Se non si vuole capire si può continuare a farlo. Il punto è che il fatto che il matrimonio sia un fatto convenzionale non implica che allora sia qualcosa a cui dobbiamo avere il diritto di accedere per forza di cose sotto lo stesso nome. soprattutto quando si può avere sostanzialmente la stessa cosa (e persino io lo auspico in linea di principio, ogniuno deve essere libero di essere pure schiavo, se gli va) sotto altro nome. Il punto non è il carattere naturale o sociale del vincolo matrimoniale. su questo siamo tutti d'accordo. Il punto è che qui si vuole che una convezione sociale cambi ma mantenga lo stesso nome. Il che è sinceramente bizzarro. Ma è inutile insistere: c'è muro. Continuerete ad attribuirmi ragionamenti che non mi appartengono pur di difendere cause perse, ideuzze corrette e molto apparentemente ragionevoli, linde, ripulite. ormai i grandi difensori del matrimonio sono i gay. pasolini (lui che ci ha spiegato così bene come la stessa rivendicazione di un diritto sia qualcosa di ambiguo e scivoloso) si ribalterebbe nella tomba.


Inviato da: Chael (Milano)
Data: 1-05-2008 21:04
Guarda il mio profilo su Me2

brown hai tutto il mio appoggio!!!


Inviato da: brown
Data: 1-05-2008 20:20

E' davvero rivelatore che 'smarronato' ricorra all'esempio di una disabilita' corporea, cosi' come se non essere eterosessuali fosse - in pratica - una condizione patologica, una menomazione. l'istituto del matrimonio (che ci viene raccontato come immutabile nei secoli) e' una convenzione sociale e si e' evoluto ed e' cambiato nel tempo e continuera' a farlo, con buona pace di coloro che affermano che "Puo' Essere Solo Tra Uomo e Donna!!" (e' il semi-divino Ratzinger che lo dice e i nostri polituccoli leccaculi tutti dietro a ripetere a pappagallo...e i loro elettori-pecore dietro). Non c'e' alcun ostacolo legale che non sia superabile se c'e' la volonta' di cambiare una legge. Solo poche decine di anni fa' in molti paesi a persone di etnie diverse non era permesso sposarsi, oggi si'. Che il matrimonio e' possibile tra persone dello stesso sesso (e senza 'terremoti' sociali o catastrofi di alcun genere) lo dimostrano le esperienze dei paesi nei quali e' gia' realta'. Ostinarsi a ripetere che "e' la montagna che lo impedisce" e' pura stoltezza.



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