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Cristina, nata Marco, diventa suora, ma Roma dice 'no'
di Gay.it
Lunedì 5 Maggio 2008

Gay.it - Cristina, nata Marco, diventa suora, ma Roma dice 'no'
Da quando aveva 13 anni sentiva di essere donna, anche se biologicamente uomo. A 20 anni la transizione, poi la chiamata. Rifiutata dal Vaticano, Cristina è suora della chiesa della Riconciliazione.


Evidentemente, non tutte le vocazioni e le cosiddette 'chiamate' sono uguali. O almeno questo è quello che si deduce dalla vicenda di Cristina 40 anni, che fino a 20 era Marco. Lei, che ha scelto la strada della castità, della povertà e dell'obbedienza decidendo di diventare suora francescana, ha dovuto fare i conti con le gerarchie di Santa Romana Chiesa che della sua vocazione proprio non voleva sentire parlare. E così, dopo essersi vista chiudere la porta in faccia dal Vaticano, ha dovuto cercare una chiesa che accogliesse lei, la sua chiamata e il suo passato. Adesso è una religiosa della Riconciliazione, un comunità monastica molto piccola, vicina alla chiesa Anglicana e che si definisce vetero-cattolica.

Durante la veglia organizzata a Torino per le vittime dell'omofobia, la sua testimonianza ha toccato tutti. "Sono nata a Sezze e cresciuta dalle suore — ha raccontato  Cristina al Corriere della Sera — perché mamma e papà lavoravano. Fin da piccola mi sono sentita femmina. Il ricordo più brutto? Quando mi hanno sequestrato la Barbie. A 13 anni ho parlato a mia madre, mi ha accettato. Appena maggiorenne mi sono operata". 

Ma l'esperienza più dolorosa, forse, per Cristina è stata quella con le gerarchie ecclesiastiche italiane. "La mia vita da cattolica è diventata un inferno. Ho seguito un corso ad Assisi per le vocazioni, ho frequentato le Clarisse, poi mi hanno indirizzata al mio vescovo, a Latina continua a raccontare la suora -. Saputa la verità ha detto parole terribili: 'Sei nata uomo, non potrai né sposarti né prendere i voti'. Sono scappata in Inghilterra, in un monastero anglicano. Oggi sono suora francescana e vetero-cattolica. Parlo con Dio, assisto, nel mio cuore resta il sogno di contemplare il Signore in monastero. La castità non mi pesa, la solitudine sì".

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La sua storia, purtroppo, non è la prima di cui si viene a conoscenza, e probabilmente non sarà neanche l'ultima. Una vicenda simile è quella di suor Jeannine Gramick. Lei, statunitense, suora e lesbica fortemente ostracizzata dai vertici vaticani, ha anche scritto un libro dal titolo 'Anime gay'. Durante la presentazione del suo scritto in Italia, fu intervistata da 'il Manifesto'. Ecco un brevissimo stralcio delle sie dichiarazioni a Fulvio Fania:

Che cosa è per lei l'omosessualità?
Non dobbiamo parlare di omosessualità in astratto ma di persone che, per caso, hanno orientamenti omosessuali. Non mi piace neppure concentrarsi sull'atto sessuale, come fanno le gerarchie; dobbiamo rimettere al centro le persone e la liberazione che meritano come figlie e figli di Dio.

Ma esiste una morale naturale?
E' a questo tema che mi riferisco quando dico che c'è una sola teologia al potere. Se confrontiamo le conoscenze di oggi con quelle di S. Tomaso giungiamo a differenti conclusioni su ciò che è naturale.


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: ospite
Data: 15-08-2008 23:38

la chiesa??? oggi i preti il papa vescovi e compagnia bella fanno di tutto per rompere le palle a coloro che veramente si avvicinano a dio ma nn si accorgono o chiudono un occhhio sulle persone che ci sono dentro alla chiesa... possiamo citare i preti pedofili... i preti che si scopano uomini e donne...e magari se in campagna pure gli animali... la chiesa di oggi oramai non avendo più stimoli si attacca dove può far scalpore far sentir che esiste ancora e che rompe le palle!!!!!!!!!!


Inviato da: americapets
Data: 8-08-2008 15:17

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Inviato da: boylandspeed
Data: 8-08-2008 15:17

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Inviato da: ateo dubbioso
Data: 1-06-2008 13:14

Sono un fedele vetero-cattolico. La nostra chiesa è indipendente dal Vaticano dalla proclamazione del dogma dell'infallibilità del papa. Conserviamo la successione apostolica e la tradizione della Chiesa Cattolica, ma siamo aperti al dialogo e all'approfondimento teologico. La nostra chiesa ordina le donne e anche [size=18:364f6ffbfb]gli omosessuali, cui è chiesto di ispirarsi ai valori della famiglia tradizionale, unico modello universale cui anche le coppie gay possano attingere[/size:364f6ffbfb]. Dal 1931 siamo in piena comunione con la Chiesa Anglicana di cui seguimao con interesse gli sviluppi teologici ed ecumenici. La nostra chiesa è aperta a tutti senza distinzione di orientamento, e l'omofobia è condannata. Se eri un prete cattolico, saprai bene che il ministero dell'ordinazione è indelebile. Ti consiglio di rivolgerti alla Chiesa Vetero-cattolica dell'Unione di Utrecht (presente in Italia). I nostri vescovi sapranno ascoltarti e magari accoglierti come nuovo parroco. www.chiesaveterocattolica.org www.veterocattolici.it i miei migliori auguri Non avevo mai sentito parlare della Vostra Chiesa (ammetto di essere alquanto ignorante in fatto di religioni e organizzazioni relative) comunque mi sorgono alcune curiosità: innanzitutto spiegare meglio il passaggio evidenziato in grassetto circa i valori della famiglia trdazionale cui attingere da parte dei gay ....poi Quanti fedeli contate nel territorio? dove si trovano le Vostre sedi? E' un culto riconosciuto dallo Stato Italiano? E' possibile destinarvi l' 8x1000? Che tipo di rapporti avete con la chiesa di roma?


Inviato da: Per Laco
Data: 1-06-2008 12:06

Sono un fedele vetero-cattolico. La nostra chiesa è indipendente dal Vaticano dalla proclamazione del dogma dell'infallibilità del papa. Conserviamo la successione apostolica e la tradizione della Chiesa Cattolica, ma siamo aperti al dialogo e all'approfondimento teologico. La nostra chiesa ordina le donne e anche gli omosessuali, cui è chiesto di ispirarsi ai valori della famiglia tradizionale, unico modello universale cui anche le coppie gay possano attingere. Dal 1931 siamo in piena comunione con la Chiesa Anglicana di cui seguimao con interesse gli sviluppi teologici ed ecumenici. La nostra chiesa è aperta a tutti senza distinzione di orientamento, e l'omofobia è condannata. Se eri un prete cattolico, saprai bene che il ministero dell'ordinazione è indelebile. Ti consiglio di rivolgerti alla Chiesa Vetero-cattolica dell'Unione di Utrecht (presente in Italia). I nostri vescovi sapranno ascoltarti e magari accoglierti come nuovo parroco. www.chiesaveterocattolica.org www.veterocattolici.it i miei migliori auguri


Inviato da: grillo monello
Data: 7-05-2008 18:05

da "la stampa" 3/4/2006 [size=18:86abeb5364]Il Dalai Lama: dico no all’omosessualità. Il sesso è procreazione[/size:86abeb5364] A Dharamsala, vecchio avamposto britannico nel Nord dell’India, migliaia di tibetani esiliati cercano rifugio presso il loro leader, il Dalai Lama. Qui arrivano anche centinaia di occidentali, con la loro guida Lonely Planet, per dare un’occhiata al guru. Un’ereditiera australiana sovrappeso di nome Heidi Gudrun si lamenta: «Per quindici anni ho cercato di perdere peso. Ho perso due mariti, mi hanno cucito lo stomaco. Il Dalai Lama è la mia ultima speranza». Il destino peculiare del Dalai Lama è di fare da guru tanto per le ereditiere australiane sovrappeso quanto per dieci milioni di buddhisti tibetani perseguitati. Il suo status di divinità risale all’età di due anni: i monaci che lo trovarono a giocare in una fattoria nel Nord Est del Tibet lo portarono nella capitale Lhasa, dove fu riconosciuto come reincarnazione del Buddha dopo aver individuato la tazza per bere e la dentiera del precedente Dalai Lama nel palazzo di Potala. Pur essendo vissuto da monaco per tutta la vita, il Dalai Lama vede nel matrimonio una delle vie maestre per la felicità. «Troppe persone in Occidente hanno rinunciato al matrimonio - dice -. Non si rendono conto che si tratta di sviluppare reciproca ammirazione, profondo rispetto, fiducia, e consapevolezza dei bisogni di un altro essere umano. Le relazioni che vanno e vengono con facilità rendono più liberi ma meno appagati». Pur essendo noto per i suoi punti di vista umani e tolleranti, il Dalai Lama è sorprendentemente critico nei confronti dell’omosessualità. È male, dice, per un buddhista. «No assoluto. Senza sfumature. Una coppia gay mi è venuta a trovare, cercando il mio appoggio e la mia benedizione. Ho dovuto spiegar loro i nostri insegnamenti. Una donna mi ha presentato un’altra donna come sua moglie: sconcertante. Al pari dell’uso di certe pratiche sessuali fra marito e moglie. Usare gli altri due buchi è sbagliato». A questo punto il Dalai Lama si volge al suo interprete per assicurarsi di aver utilizzato le parole inglesi corrette per discutere di questa delicata materia. L’interprete annuisce in maniera appena percettibile. «Un amico occidentale - riprende il Dalai Lama, infervorandosi - mi ha chiesto che male possa mai venire da due adulti consenzienti che fanno sesso orale, se a loro piace. Ma lo scopo del sesso è la riproduzione, secondo il buddhismo. Gli altri buchi non creano vita. Non posso condonare questo genere di pratiche». Si mette a ridere quando quando cambio argomento e gli parlo dei tentativi occidentali di accedere a una maggiore spiritualità attraverso lo yoga, i massaggi e l’agopuntura. «Queste sono solo attività fisiche - dice -. Per essere più felici bisogna passare meno tempo a pianificare la propria vita, e accettare di più quello che viene».grazie per l'impegno assunto nell'evasione della mia richiesta.


Inviato da: jessie
Data: 7-05-2008 10:29

Ciao a tutti, io non sono buddista tibetano (quello del Dalai Lama, con tanto di clero)ma seguo il buddismo giapponese (che ha le stesse origini, ma è completamente laicale). In questo tipo di fede l'omosessualità è accettatissima...non solo....ma c'è addirittura una divisione dedicata con incontri a tema per coppie gay e lesbiche. La mia responsabile regionale è omosessuale e vive con una compagna da anni, molti tra noi vivono con compagni o compagne. Anche nel buddismo ci sono frange molto aperte, per fortuna....Io, grazie a loro, ho ritrovato serenità e comprensione, credo fermamente in quei principi e vivo da due anni con un compagno, io insegno, lui è medico, siamo stati accettati da tutti, familiari, amici, vicini di casa e la cosa è magnifica. Questo conta per me; per il resto...i problemi sono di chi se li pone o per chi fa della psicologia spicciola. Quindi il Dalai Lama può pensarla come vuole...ma io nel buddismo giapponese ho ritrovato la gioia. Grazie a tutti.



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