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Firenze: Corte d'Appello potrebbe ammettere le coppie gay
di Caterina Coppola
Lunedì 23 Giugno 2008
Gay.it - Firenze: Corte d'Appello potrebbe ammettere le coppie gay
Dopo il ricorso di Matteo e Francesco che hanno visto rifiutare la richiesta di pubblicazione degli atti di matrimonio, i giudici prendono tempo. L'avvocato Bilotta: "Evento storico".


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La vicenda della negazione di pubblicazione degli atti di matrimonio inoltrata da Matteo Pegoraro e Francesco Piomboni al comune di Firenze, sta vivendo risvolti tanto inaspettati quanto interessanti. Dopo il diniego, i due, tramite i loro avvocati, avevano fatto ricorso presso il Tribunale che, nell'ottobre scorso, lo aveva respinto.
Il caso è quindi passato nella mani della Corte d'Appello che avrebbe dovuto esprimersi qualche giorno fa. In appello, in più,  si è costituito come parte civile il Comune di Firenze esponendo le motivazioni del diniego che sostanzialmente, si baserebbero sul fatto che il codice civile parla di 'marito e moglie' e quindi di coppie formate da persone di sesso diverso, vietando, a loro parere, l'unione tra persone omosessuali. La sentenza, però, non c'è stata perché i giudici hanno voluto sentire cosa avevano da dire le parti.

"E' una cosa inusuale che ci ha piacevolmente sorpresi - ha spiegato a Gay.it l'avvocato Francesco Bilotta della Rete Lenford che rappresenta la coppia -. In sostanza, il collegio di giudici chiamato ad esprimersi su questo caso ha riconosciuto la validità dello studio che abbiamo fatto a livello giuridico dimostrando attenzione e assoluta serenità nell'affrontare una questione così delicata. Ma la cosa più importante è che è stato riconosciuto il fatto che il codice civile non contiene espressamente il divieto per due persone dello stesso sesso di unirsi in matrimonio. In più un altro fattore determinante che è all'esame dei giudici è uno dei principi fondanti della nostra Costituzione e della giurisdizione europea, ovvero il principio di uguaglianza, codificato nell'articolo 3 della nostra Carta Costituzionale".

Insomma, il fatto che la corte ha rimandato la sentenza è decisamente un buon segno e potrebbe segnare una svolta non solo nella battaglia personale di Matteo e Francesco, ma anche nella lunga battaglia per l'affermazione dei diritti civili delle persone LBGT in Italia. "I termini usati nel codice civile in tema di matrimonio - continua l'avvocato - fanno riferimento a una semplice convenzione sociale data dal fatto che al tempo in cui quegli articoli sono stati scritti non era concepibile un matrimonio tra persone dello stesso sesso. Lo dimostra anche il fatto che, a livello mondiale, le prime forme legislative di riconoscimento delle unioni gay risalgono alla fine degli anni '80 perché prima di quell'epoca non era concepibile che due uomini o due donne potessero sposarsi fra loro".
Difficile fare previsioni sulla sentenza, ma certamente i segnali sono positivi. Non fosse altro che per il fatto che, senza pregiudizi né influenze esterne, per la prima volta una Corte d'Appello affronta seriamente questo tema.
 
"E' la dimostrazione che quando ci si affida seriamente alla giustizia, le risposte arrivano - continua Bilotta -. E' una cosa a cui spesso neanche la comunità LGBT crede, preferendo lasciarsi andare ad un atteggiamento di sfiducia nei confronti della giustizia che è sbagliato. In uno stato di diritto, quando i diritti personali e collettivi subiscono restrizioni o violazioni, è proprio alla magistratura che bisogna rivolgersi. E i risultati arrivano. A prescindere da quale sarà la conclusione di questa vicenda, è fondamentale che per la prima volta nella storia del diritto italiano un collegio di giudici sta esaminando la questione delle unioni gay con serietà ed estrema professionalità".
Nel caso in cui la sentenza della Corte d'Appello dovesse essere a favore della coppia fiorentina, il comune sarà costretto a pubblicare gli atti di matrimonio dei due ragazzi. In caso contrario, gli avvocati sono già pronti a ricorrere in Cassazione e, infine, alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo.
"L'unico rammarico - conclude l'avvocato - è che dopo gli ultimi sviluppi, non abbiamo ricevuto nessun segnale da parte del movimento LGBT italiano. Solo l'associazione Certi Diritti e qualcun altro a livello personale hanno espresso vicinanza e solidarietà. Per il resto, silenzio assoluto".


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da:
Data: 25-06-2008 18:42

Anch'io spero che la cosa vada a buon fine e che finalmente la magistratura si accorga che nella nostra costituzione non si fa affatto cenno a mariti o mogli ma solo a coniugi, quindi le leggi che regolano il matrimonio in un certo qual modo sono incostituzionali perchè introducono una limitazione non presente nella Carta Fondamentale. Ok mi sto arrampicando sugli specchi però ogni tanto è bello sognare :-)


Inviato da:
Data: 24-06-2008 20:59

:mrgreen: :lol:


Inviato da:
Data: 24-06-2008 20:51

dopo aver postato molti interventi illuminati e illuminanti, mi sia consentita una digressione per cosi dire ludica riguardo al coprotagonista di questa importante vicenda ossia all'avv. francesco bilotta beh ecco andando sul personale dico subito che a me il tipetto intellettuale (in generale) intriga abbastanza per quelli concentrati solo su ventenni palestrati e fighi modaioli e' inutile parlarne chi invece avesse interessi appena un po' piu' ampi che ne pensa del soggeto in questione, diciamo anche fisicamente? poi, qualcuno ha per caso notizie interessanti su di lui, i sui suoi gusti ecc...? HTTP://it.youtube.com/watch?v=LezlLnHlAc0


Inviato da:
Data: 24-06-2008 19:37

Mi spiace davvero che Imma Battaglia non abbia sposato questa causa, ma cosa volete? E' impegnata ad organizzare il GAY VILLAGE altrimenti come fanno a rientrare dell'investimento finanziario fatto e a guadagnarci?


Inviato da:
Data: 24-06-2008 19:03

..ed io che storcevo il naso quando si presenterano col PD alle elezioni oggi non posso fare a meno di pensare meno male che sono rimasti almeno loro (gli unici) a rappresentare le istanze di laicità nel parlamento sempre fedeli alle loro idee sono assai esigui ma pochissimo e sempre meglio che niente
sempre fedeli? ai 4 ml di euro di finanziamento ricevuto.


Inviato da:
Data: 24-06-2008 18:57

..ed io che storcevo il naso quando si presenterano col PD alle elezioni oggi non posso fare a meno di pensare meno male che sono rimasti almeno loro (gli unici) a rappresentare le istanze di laicità nel parlamento sempre fedeli alle loro idee sono assai esigui ma pochissimo e sempre meglio che niente


Inviato da:
Data: 24-06-2008 18:50

x Anonimo: come dici, cerca di informarti prima di parlare. La prima associazione gay italiana, il Fuori ha trovato casa non nel PCI o nel PSI ma nel Partito Radicale tanto che all'inizio si ritrovava nelle sue sedi, era l'anno 1972, perchè per i radicali fu naturale appoggiare gli omosessuali nella loro lotta di liberazione sessuale e sociale, Arcigay invece nasce a Palermo nel 1980 tra l'altro fondata da un prete Don Marco Bisceglia. Dire che i radicali rubano le battaglie altrui è un falso storico, casomai è vero il contrario. Il divorzio e l'aborto ad esempio sono battaglie radicali a cui poi si sono accodati tutti gli altri PCI per primo, così i pari diritti per le persone GLBT. Riguardo il divorzio se ne parlava in casa radicale da prima del 1961, poi nel 1965 c'è stata la prima proposta di legge presentata dal socialista Loris Fortuna, legge che venne bocciata dall'allora Parlamento di cui i radicali non facevano ancora parte, di qualche mese dopo è invece la Lid (Lega per l'istituzione del divorzio) fondata da Pannella e Mauro Mellini e, finalmente nel 1970 c'è l'approvazione della legge Fortuna-Baslini che istituiva il divorzio, l'aborto invece era una delle battaglie del movimento femminista Mld, una costola dei radicali, che già si battevano nel 1967 per la sua regolamentazione, sempre di quegli anni sono le battaglie radicali per l'obiezione di coscienza. Poi arrivò il '68 ...
si da allora sono passati 30 anni e ora i radicali sono nel pd.



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