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La Babele chiude, quanto silenzio intorno
di Alessio De Giorgi
Lunedì 10 Novembre 2008

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Fai Notizia

Gay.it - La Babele chiude, quanto silenzio intorno
Sulla chiusura della libreria Babele nessuno ha detto o scritto nulla. Eppure se ne va con lei un pezzo di storia gay italiana. E un blogger si chiede: "Esiste una comunità gay a Milano?"


Fa un po’ tristezza sapere che una libreria storica per la comunità gay milanese e italiana chiuda i battenti. Ma lo fa ancora di più se la notizia passa nel silenzio, senza che arrivi una mail ai siti o alle riviste gay, senza che nasca un gruppo di supporto su Facebook, senza che qualcuno dei big del movimento lgbt italiano alzi la voce – tante altre volte alzata quando il silenzio era più opportuno -.

Peccato. Peccato davvero.

Perché le librerie sono un po’ come un pezzo di noi, della nostra voglia di cultura e di sapere, della nostra memoria e delle nostre idealità, e per la comunità gay – che in quegli anni si ritrovava in via Sammartini, e poi dietro Cadorna – la libreria Babele era un punto di riferimento sicuro dove recuperare la nostra identità.

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Oggi noi siamo tutti un po’ più poveri. Perché certamente i libri si possono acquistare ovunque, negli uffici postali e su internet, su Amazon francese e su Feltrinelli online, e non sono certamente più i tempi in cui i libri a tematica lgbt venivano nascosti, o comunque erano dispersi nel mare magnum delle librerie qualunque. Ma la Babele non era “qualunque”, alla Babele era identità perché c’era tutto lì dentro: da Penna ai libri erotici, da Fassbinder a Tondelli. E quando Giovanni, volteggiante come sempre, mi accompagnò a visitarla appena inaugurata nella sua nuova e definitiva sede, coglievi in qualche modo questa “sacralità”.

In fondo è un po’ come quando manca un musicista: magari lo ascoltavi quattro volte all’anno e cambiavi frequenza quando lo trovavi sulla radio ma non eri dell’umore giusto per sentirlo, ma sapevi che c’era,  che continuava a cantare, a donarci le sue splendide note. E oggi, che è proprio scomparsa la fantastica Miriam Makeba, il paragone è quanto mai calzante.

L’unica nota davvero stonata è questo silenzio assordante che avvolge la scomparsa della Babele. Un blogger acutamente e provocatoriamente si chiede: “esiste una comunità GLBT a Milano? Perchè ho la sensazione che se avesse chiuso un sex-shop o un locale di spogliarelli la cosa avrebbe fatto più rumore?”. Alla domanda sinceramente non abbiamo una risposta, e la giriamo a tutti voi.

Alessio De Giorgi
direttore di Gay.it


Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da: giorgione milano
Data: 20-11-2008 17:34

abito a 2 passi dal pier e non mi ero mai accorto che esistesse. Mah, forse sono distratto. Comunque visitando il sito ho visto che è la solita vetrina platinata, vetrina del nulla. E devo dire che sinceramente non sentivo la mancanza di un posto cosi. Mi dispiace, ma non entrerò mai.


Inviato da: Edizioni Croce
Data: 20-11-2008 10:39

Cari amici, il trend nazionale è contro la cultura e sopravvivono solo i grandi trust perché di proprietà di chi è al potere. Noi piccoli imprenditori lottiamo e chi è più capace sopravvive. Certo è che quando chiude una realtà come la Babele e ti lascia insoluti migliaia di euro e non ti restituisce centinaia di libri che aveva in conto deposito, diventa difficile restare calmi. Indubbiamente le cattive gestioni hanno gravi responsabilità e non si può sempre dare la colpa ai gay che pensano solo a scopare o che odiano le realtà culturali. Un'azienda è un'azienda e bisogna gestirla bene per sopravvivere. E vi assicuro che Gianni Delle Foglie sapeva farlo. Ho fatto il libraio e sono stato a capo dei librai italiani con mio zio per 20 anni, ma non ricomincerei viste le difficoltà del periodo. E continuo, nonostante le "fregature" librarie, a far libri e cultura seriamente da 11 anni, con le Edizioni Libreria Croce. Librai ed editori non ci si improvvisa, credetemi. Fabio Croce


Inviato da: albufeira (Milano)
Data: 19-11-2008 20:22
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Non so ...se restava dov'era nata, in quella gay street che ha dato tanto prima di virare un luna park, forse ci sarebbe ancóra. Le librerie serie nascono e muoiono- se muoiono- sempre negli stessi luoghi a meno che non le si sfratti. E' vero che l'antica babele non dava spazio al lettore che piace sbirciare e non comprare - il sottoscritto. Per il semplice motivo che i libri li prendo nelle biblioteche pubbliche per mancanza di soldi. la new babele era un luogo platinato dove già la scala di acesso ti faceva sentire una Wanda, una primadonna e, all'ultimo tocco del gradino c'era la cassa come a rinfrescarti la memoria che lì si accedeva per sborsare, aprire quella borsa che per manifesta tracotanza la si tiene sempre chiusa anche quando la si dovrebbe aprire per acquistare quei piccoli regali che ci rendono felici. Sempre mi sedevo presso la macchina del caffè e aspettavo che qualcuno mi osservasse mentre leggevo un libro a caso per poi chiedere spudoratamente un bicchierino d'acqua sporca. Così nasceva il colloquio che si proiettava sempre in un'intesa e, dipendendo dalla persona, terminava in un dono che il proprietario mi incartava con quel sorriso civettuolo. Peccato che abbia chiuso! Comunque anch'io avevo chiuso - per gli anni- i miei incontri a buonfine :lol:


Inviato da: Mebo (Pisa)
Data: 19-11-2008 18:16
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Ti assicuro Franck che non è questo il mio caso. La scoperta della letteratura gay è assolutamente recente per me (se si esclude un Tondelli che mi fu donato 3 anni fa per Natale) e non è certo diventata una sceklta esclusiva. Ovviamente parlo di letteratura vera (fino ad ora classici del genere come Isherwood, Leavitt, Gore Vidal o i libri fotografici di List) non dell'ultimo di titolo di Grillini (che vedo a fare il buffone da Gene Gnocchi a notte alta...no comment...è diventato come Malgioglio). E' ovvio che il ciarpame rimane tale anche se lo scrive un gay. In quel caso è solo carta e inchiostro sprecati. era mia intenzione solo aggredire un mainstream di consumismo gaio che consuma produzione gay solo perchè è gay (in risposta al post di GAY_POWER). Credo sia questo che discredita il nostro lavoro, creativo intellettuale o politico. Dovremmo essere i primi a lottare contro la nostra omogenizzazione ed impedire di essere frullati e ridotti a pappetta... ti abbraccio, Franck.


Inviato da: madjakk (Torino)
Data: 19-11-2008 18:14
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Cari amici, chi pensa di sostituire una libreria con un sito virtuale credo che non sia un gran lettore. Una libreria è più di un negozio o di un magazzino di libri. Una libreria è un luogo "magico" dove le idee, le proposte, le provocazioni prendono sostanza, vengono trasformate in colori, in luci, in immagini, in lettere. Ti quoto. Provavo queste sensazioni nei mega store di musica poi l'avvento degli mp3 ha rovinato tutto.


Inviato da: Mebo (Pisa)
Data: 19-11-2008 18:09
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Trovo molto giusto quello che ha detto GAY POWER. Io sinceramente non ricorrerei mai all'acquisto on line se non in caso di libri ormai fuori commercio che magari è possibile reperire all'estero o da qualcuno che li vende usati (anche se esistono librerie dell'usato sia a Pisa che a Firenze dove si trova moltissimo materiale anche a tematica GLTB). Fare una passeggiata in centro e fermarsi in libreria è un rito per me. Mi fermo anche quando non ho spiccioli in tasca, quindi nessun nuovo programma targato USA farà cambiare questa mia abitudine. Poi i libri sono belli da toccare, sfogliare, da sottolineare nel caso qualcosa ci colpisca. E leggere al PC fa pure male agli occhi. Rispondendo alla tua domanda, sì ultimamente sto leggendo molti libri a tematica....li ho acquistati nelle librerie della mia città, che con piacere vedo sempre molto affollate. Oppure me li ha prestati un mio amico. Qui non abbiamo luoghi di cultura gay come a Milano, Roma o Bologna. Anche la storica ARCI pisana sta molto decadendo dato che ormai i ragazzi, x fare conoscenza bypassano direttamente le associazioni o i ritrovi culturali gettandosi nei pubs e nelle disco oppure usano direttamente il Web. Segnalo comunque che nella sede ARCI di Pisa esiste una biblioteca abbastanza interessante con molti titoli di narrativa e saggistica da prendere in prestito. Cari amici, chi pensa di sostituire una libreria con un sito virtuale credo che non sia un gran lettore. Una libreria è più di un negozio o di un magazzino di libri. Una libreria è un luogo "magico" dove le idee, le proposte, le provocazioni prendono sostanza, vengono trasformate in colori, in luci, in immagini, in lettere. In una libreria si è dentro come un santuario, una chiesa laica, non si sa esattamente cosa si cerca, è il destino che ci vuole incontrare e provocare a letture che ignoriamo. La perdita di una libreria è un lutto terribile, come la perdita di un nonno, di una nonna, ossia della memoria, ma non solo è un impoverimento e un imbarbarimento dei costumi. Vi chiedo a questo proposito: quanti di voi nell'ultimo mese hanno letto almeno un libro a tematica gay? e dove l'avete comprato?


Inviato da: Gj
Data: 19-11-2008 09:37

Scusate tanto...ma chissenefrega della Babele! Perchè ghettizzarsi sempre in tutto e per tutto? E' forse mica meglio essere parte di questo mondo e non stare sempre negli angoli, nelle dark, a spompinarsi nei boschetti...stiamo nel mondo ed alla luce del sole, tra etero e trans...tutti insieme. Chiudiamo le biblioteche ghetto!!! Viviamoci meglio tutto e sempre!



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