Oscar Wilde amava dire che ogni uomo doveva fare della propria vita un opera d'arte e su questo stilema scrisse un libro come Il ritratto di Dorian Gray. In Italia, due decenni dopo, Gabriele D'Annuzio seguiva le dritte del collega inglese e cristallizzando la sua vita come se fosse in un operà di Gaudì, ma non solo quella, anche il suo"involucro", sbizzarrendosi nell'arredamento del suo Vittoriale. All'epoca fu ritenuto weirdo possedere una casa dove ogni stanza era modellata su di uno stile differente, mentre oggi è una realtà ampiamente quotata (anche in borsa). Se alcuni, andando in un paese straniero, sono dell'idea che il massimo dello chic sia soggiornare nei blasonati e oramai mainstream hotels, tipo Carlton o Ritz, beh è arrivato il momento di darsi una poderosa svecchiata, e optare per lo stesso prezzo verso soggiorni-esperienza davvero notevoli. Il concetto di Art design è una realtà vibrante e in febbrile espansione e occupa uno spazio a sé proprio in relazione agli alberghi, dove il concetto di lusso non fa più rima con comfort ma con arte. In questi luoghi ogni stanza è un mondo a parte con creazioni esclusive ed uniche, dove sembrerà difficile pensare che si possa dormire e mangiare lì tanto sarà forte la voglia di prendere la macchina fotografica e immortalare. Da Madrid a Tokio, passando per Parigi e Londra, impazza la tendenza degli hotels con stanze a tema, ognuna una creazione differente e quindi uno stile unico che si riflette nello stylish non solo dell'arredamento ma anche dei beni di uso più comune, come saponi e lenzuola, il tutto naturalmente contrassegnato dal massimo dell'eleganza e della professionalità. La nuova frontiera dell'art decò viene imprigionata tra quattro mura, ad opera di artisti emergenti e di coraggiosi imprenditori; un esempio lampante è senza dubbio l'Hotel Fox a Copenaghen. Qui c'è l'imbarazzo della scelta, ben 61 stanze e altrettanti mondi da esplorare: si passa dalla stanza con le rifiniture gotiche a quella con una vera tenda da camping all'interno, dalla stanza rosa simil Barbie degli albori a quella con le decorazioni in stile graffiti delle fiabe. Se non volete rischiare uno shock allora vi consigliamo il più sobrio, ma comunque innovativo, Hotel du petit Moulin di Parigi, dove il geniale stilista Cristian Lacroix ha dato nuova vita ad una antica costruzione del diciassettesimo secolo, decorando personalmente le sole 17 suite con uno stile che va dal barocco allo zen, non senza considerare il tocco tipicamente bohemien della zona. Il risultato è come sempre molto francese, ovvero elegante e stravagante allo stesso tempo, in cui passato e presente si fondono in maniera impeccabile.Se siete i tipi che preferiscono soggiornare fuori dalle grandi città, nelle zone della più tranquilla periferia....Continua in seconda pagina |