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Sono effeminato, e non lo faccio apposta
di Fabrizio Quattrini
Mercoledì 28 Maggio 2008
Gay.it - Sono effeminato, e non lo faccio apposta
Un lettore lamenta di essere snobbato da certi eterosessuali che, pur non sapendo che è gay, lo intuiscono dai suoi "modi dolci". «Ma non lo faccio apposta. Che fare?» Risponde l'esperto.


Salve sono Lorenzo ho 20 anni e scrivo dalla provincia di Bari.
Ho scoperto di essere omosessuale fin da piccolo e col tempo ho accettato tutto di me. Anche se non sono del tutto dichiarato il mio essere un po' "effeminato" non ofusca del tutto l'idea da parte di terzi di una mia presunta omosessualità.

Questo mi ha reso molti problemi, soprattutto nel mio paese dove persiste una mentalità bigotta e un po' omofoba  redendo le mie relazioni interpersonali con i miei coetanei di sesso maschile molto difficili.

Vorrei sapere se l'essere "dolce nei modi" possa essere attribuito ad una questione psicologica e se possa non rientrare anziché nella sfera omosessuale più in quella del transessualismo.

Molte persone non capiscono che essere "effeminati" non è un comportamento volontario o studiato a tavolino da parte di alcuni omosessuali per provocare o in nome di una presunta ideologia da orgoglio gay.

Ancora oggi molti presunti etero mi snobbano e cercano di evitarmi o deridermi... Cosa fare? Cosa pensare?

Gay.it - Sono effeminato, e non lo faccio appostaCarissimo Lorenzo,
vorrei ringraziarti anticipatamente per la tua domanda perché può permettermi di chiarire alcune definizioni importanti come l'identità, l'identità di genere, l'orientamento sessuale e il ruolo sessuale.

La situazione che hai presentato, purtroppo è ancora oggi molto presente nel nostro paese, soprattutto in quei piccoli centri o città di provincia che alimentano con estrema facilità stereotipi e comportamenti discriminanti verso il "diverso", inteso come individuo che, soprattutto a livello comportamentale, non si conforma ai cliché socio-culturali del contesto di riferimento.

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L'essere "dolce nei modi" come hai scritto nella tua mail non ha a che fare solamente con una questione strettamente psicologica: può dipendere da caratteristiche somatiche e soprattutto dall'educazione ricevuta, quindi dall'ambiente culturale in cui si è cresciuti, in cui si sono sviluppate le caratteristiche di personalità. Inoltre, ogni individuo può essere più dolce, delicato, elegante, piuttosto che aggressivo, rude e volgare, e questo ha origine dall'integrazione perfetta di fattori biologici, fisici, culturali e ambientali.
Quindi, definirsi "transessuali" oppure transgender semplicemente perché aventi sembianze più dolci, ovvero perché l'aspetto fisico rispecchia caratteristiche di effeminatezza, piuttosto che di mascolinità può essere psicologicamente pericoloso oltre che inesatto.

Prova a guardarti intorno e osserva quanti uomini eterosessuali possono apparire fisicamente effeminati, quindi facilmente scambiati a causa dell'immaginario collettivo della rappresentazione mentale dell'omosessuale, come gay e prova a chiederti se questo ha un senso.
Anche se può non essere così semplice è necessario che ognuno si affermi per quello che è, per quello che "sente" di essere: in perfetta sintonia con la propria identità, il proprio orientamento e ruolo sessuali.

Ecco quindi necessario ricordare che per "identità" s'intende il proprio essere come individuo nello spazio e nel tempo e in quanto tale il proprio viversi e sentirsi riconosciuti dagli altri, dalla società di riferimento; l'"identità di genere" invece, è strettamente legata a doppio nodo al proprio sentirsi e riconoscersi come maschio ovvero femmina. Questo infatti diventa un "disagio" quando la componente biologica (cromosomica) non corrisponde totalmente o parzialmente a quanto un individuo "sente" di essere: è il caso del "Disturbo dell'Identità di Genere" dove una donna biologica o un uomo biologico non riescono ad identificarsi e vivere come donna, ovvero uomo, ma desiderano e adottano tutte le possibili strategie per affermarsi e farsi riconoscere dagli altri come appartenenti al sesso opposto. Infine, il "ruolo di genere" riguarda il comportamento che ogni individuo mette in atto (linguaggio, movimento, relazione) tendenzialmente in linea con il proprio appartenere alla propria identità di genere. Proprio il ruolo di genere spesse volte può ingannare, sempre rispetto a quell'immaginario sterotipico collettivo, infatti, apparentemente un uomo può rivestire ruoli tipicamente femminili e non avere necessariamente un Disturbo dell'Identità di Genere e sentirsi attratto dallo stesso sesso, oppure dal sesso opposto.

A conclusione di quanto detto risulta abbastanza semplice affermare che l'orientamento sessuale è l'espressione "naturale" del proprio viversi in sintonia con le proprie emozioni, sensazioni e attrazioni a prescindere che questo sia etero-omo o bisessuale. La vera natura di certe problematiche è la difficile accettazione di sé di quell'omofobia interiorizzata che, con estrema facilità, s'incastra perfettamente con l'omofobia generalizzata e l'ignoranza del genere umano.

Un abbraccio,
Dr Fabrizio Quattrini

 

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Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum:

Inviato da:
Data: 18-08-2008 17:58

Grazie Ben :lol: non l'avevo visto. Sinceramente non sto più frequentando molto il forum, mi annoia la censura gratuita (nota bene: sto parlando di questioni di altre stanze, che non centrano nulla con la "nostra questione della sardegna"), sarà l'estate e lo spopolamento o sarà quel che vuoi ma qui è pieno di spazzattura che rimane e stralci di conversazioni semi-serie che vengono gettate nell'inceneritore.. La verità è che gli utenti autospammano il forum, i moderatori (alcuni) sono anarchici.. Il risultato è un forum in cui tutto si mescola, un chaos che muove alla nausea.. Detto questo ora mi rileggo tutto l'intervento in "Italia" così "omniafluunt sente" 8)


Inviato da:
Data: 17-08-2008 23:41

@omnia: qui testimonianze di sardi che raccontano come vivono tranquilli i gay in Sardegna http://www.gayforum.it/viewtopic.php?p=132124#132124


Inviato da:
Data: 16-08-2008 06:37

I just want to cry now, :twisted: :twisted: :twisted:


Inviato da:
Data: 12-08-2008 15:27

il mio ex e' letteralmente dovuto scappare dalla prov. di RG, tanto la vita era difficile per i gay,
Quindi secondo te (per fare degli esempi) nella fascista provincia di Latina o nelle leghiste province del Veneto i gay vivono bene?Per te un gay che vive in una cittadina (piccola quanto ragusa) del nord accerchiata da leghisti e preti vive sempre e comunque meglio che a Ragusa ? Non vedi che ti arrotoli nei tuoi stessi discorsi ? Guarda che se c'è una regione che è "leader" per la caccia al "finocchio" quella è proprio il Lazio, mica la Sicilia o la Calabria. Quello che scrivi e che può andare bene per Ragusa va bene anche per altri mille comuni sparsi nella provincia italiana. Sai quanti gay sono scappati da certe città del Veneto o della stessa Lombardia per andare a vivere in grandi centri come Milano dato e considerato che venivano derisi o isolati ? Informati, perchè in caso contrario rischi di fare di tutta l'erba un fascio. Se tu mi dici che in una piccola città del sud un gay vive peggio che a Roma io sono d'accordo ma questo vale per tutte (con qualche eccezione soprattutto in alcune aree delle regioni rosse) le piccole città italiane e non solo al sud. Negli ultimi anni poi la destra italiana (la Lega soprattutto) sta creando un'atmosfera molto pesante e pericolosa e molti gay vivono peggio di come vivevano 10 anni fa. Altro che solo sud omofobo. Ah dimenticavo. Sai dove (moltissimi anni fa ) è nato il primo arcigay in Italia ? A Roma ? No. A Milano ? No. A Firenze ? Nemmeno. A Palermo, la Palermo della mafia e della gente che voi avete descritto violenta.
Se non segui non posso farci niente...già pagine fa, a chi divagava dicendo che siccome a Cagliari e' tranquillo, allora la vita gay debba essere rose e fiori in tutta la regione, ho portato io stesso l'esempio di Frosinone, spiegando che, pur essendo nella stessa regione di Roma, c'è un abisso di differenza, non solo, non ho mai fatto riferimenti alla vita in piccoli paesini sperduti nelle alpi (che sara' sicuramente triste come quella in qualunque altro paesino in Europa, ho citato invece cittadine del centro Italia nelle Marche, in Umbria ed in Toscana), che so essere aperte ed accoglienti)... quindi non hai scoperto l'acqua calda, ovvio che nei piccoli paesi di solito la gente e' piu' intollerante che nei grandi centri, e questo non vale solo per l'italia, ma per il pianeta Terra... anche se vai a San Francisco trovi un clima gayfriendly, ma se ti sposti un un paesino sperduto nei monti del Colorado magari trovi l'intolleranza pura... Il discorso che io sto facendo (e lo ripeto per l'ultima volta, sinceramente mi sono stancato di ripetere parole al muro, senza che vengano lette) verteva invece sul fatto che la mentalità in certe regioni ed in certe province, soprattutto del sud, sia diversa, più intollerante verso le diversità, e più chiusa verso i cambiamenti... e questo e' un dato di fatto, l'isola felice di una città un po' piu' aperta non cambia purtroppo il quadro complessivo.


Inviato da:
Data: 12-08-2008 14:54

il mio ex e' letteralmente dovuto scappare dalla prov. di RG, tanto la vita era difficile per i gay,
Quindi secondo te (per fare degli esempi) nella fascista provincia di Latina o nelle leghiste province del Veneto i gay vivono bene?Per te un gay che vive in una cittadina (piccola quanto ragusa) del nord accerchiata da leghisti e preti vive sempre e comunque meglio che a Ragusa ? Non vedi che ti arrotoli nei tuoi stessi discorsi ? Guarda che se c'è una regione che è "leader" per la caccia al "finocchio" quella è proprio il Lazio, mica la Sicilia o la Calabria. Quello che scrivi e che può andare bene per Ragusa va bene anche per altri mille comuni sparsi nella provincia italiana. Sai quanti gay sono scappati da certe città del Veneto o della stessa Lombardia per andare a vivere in grandi centri come Milano dato e considerato che venivano derisi o isolati ? Informati, perchè in caso contrario rischi di fare di tutta l'erba un fascio. Se tu mi dici che in una piccola città del sud un gay vive peggio che a Roma io sono d'accordo ma questo vale per tutte (con qualche eccezione soprattutto in alcune aree delle regioni rosse) le piccole città italiane e non solo al sud. Negli ultimi anni poi la destra italiana (la Lega soprattutto) sta creando un'atmosfera molto pesante e pericolosa e molti gay vivono peggio di come vivevano 10 anni fa. Altro che solo sud omofobo. Ah dimenticavo. Sai dove (moltissimi anni fa ) è nato il primo arcigay in Italia ? A Roma ? No. A Milano ? No. A Firenze ? Nemmeno. A Palermo, la Palermo della mafia e della gente che voi avete descritto violenta.


Inviato da:
Data: 12-08-2008 14:32

io ci vivo al sud e la vita al sud fa schifo per un gay o non... poi come prova del nove basta vedere tutte le isteriche invidiose senza una vita rimaste al sud che pur sapendo di fare una vita di merda perche di associazionismo o punti di aggregazione gay zero.. se non qualche cruising in qualche foresta sperduta.. si ostnano a decantare una fantomatica vivibilità e un livello di civiltà gayfriendly elevato.... ma magari fosse cosi invece vige un populismo intriso di religiosita malata e lavaggio del cervello che rende il popolo italiano medio pessimo
Ma smettetela, tu e ben avete scocciato. Non fate altro che buttare merda al sud. Tu non puoi viverci al sud perchè altrimenti sapresti benissimo che ci sono importantissime realtà come Catania dove tra associazionismo e locali gay c'è una vita attivisssima al sud.
Ahi ahi, fai l'errore di omnia: dire che, siccome nelle vostre citta' (Catania e Cagliari) ci sono locali e associazioni, allora il problema negli altri centri e zone delle vostre regioni non esiste, e' falso e tendenzioso: il mio ex e' letteralmente dovuto scappare dalla prov. di RG, tanto la vita era difficile per i gay, bastava un sospetto per dare inizio a sberleffi, prese in giro anche verso la famiglia, e dispetti... ah ma gia', tanto tu vivi a CT, quindi che ti frega se altrove, anche nella tua regione, la vita gay e' un inferno...


Inviato da:
Data: 12-08-2008 13:21

Ciao Erika ank'io sono del meridione e condivido il tuo intervento. Lo firmo tutto, cmq lascia perdere quei due ke parlano per evidente ignoranza (nel senso che ignorano la realtà del sud) e per odio nei confronti di una parte di quel paese dove non vivono. Le parole di ben sono carike di odio e di violenza una violenza e un odio ke non dovrebbe essere xmesse ad un moderatore. Io delle xsone come loro 2 me ne sbatto. Nella mia regione ci vivo bene e non può essere un romano di roma dove le violenze neofasciste solo all'ordine del giorno ke può venirci a fare lezione di civiltà. :arrow: :!: :idea:
Finalmente qualcuno che si fa sentire!!! :lol: Ben, come al solito non hai capito il riferimento: senza andarmi a spulciare i tuoi post per quotare, semplicemente ricordo che hai detto "chiedi ai tanti ragazzi dei locali gay se ce ne sono alcuni che sono fuggiti dal sud": la mia risposta è: ah ok, se il tuo ideale sondaggio si basa sulla gente che l'unica cosa che sa fare è fingersi sposato in ufficio e poi sculettare nei cubi (altolà: i club gay sono misti e frequentati da tutti i tipi, verissimo, ma per carità scegliti un miglior contesto quando interroghi) allora immagino che sentirai di cotte e di crude, le solite autocommiserazioni (noi poveri gay maltrattati dalla società cattivisima = noi poveri gay che non facciamo un cazzo a parte berci la birra il sabato tra di noi) ma se invece ti rifacessi alle opinioni di quei gay che invece cercano davvero di combattere l'omofobia (e il primo passo è studiarla: non dire qua là bla, leggere capire vedere cosa fanno i partitelli di quà e di là le associazioncine cosa succede in Italia e nel mondo cercare di documentarsi sui fatti e non sui tradizionali stereotipi insomma) scopriresti la realtà che tanto non ti garba e non vuoi ammettere: essere omofobi non è solo un problema puramente geografico, anzi, principalmente ideologico. Comunque, continua a piangere le solite angherie del sud.. Non ricevi molto credito e lo sai benissimo, poi se parli con romani puri magari non conoscendo bene la situazione non si permettono condividere nè dissociarsi (e tu scommetto ne vedi un segno della tua ragione rafforzata) oppure becchi i soliti casi veramente omofobi che però "visto che il / la tizia era del sud, allora è per quello ovviamente". [non mi ero loggato ops!]



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